Stato di Calamità Naturale: intervento tardivo ed inadeguato del Comune di Luco dei Marsi
Siamo rimasti sorpresi nell’apprendere che l’amministrazione comunale di Luco dei Marsi, ha atteso l’inizio del mese di Giugno per fare richiesta di riconoscimento dello stato di calamità. Un ritardo imbarazzante rispetto ai comuni limitrofi, ma anche e soprattutto alle richieste delle associazioni di categoria.
Quando è necessario per il bene della collettività il comune deve dichiarare lo stato di emergenza nel territorio interessato, notificando la situazione alle autorità regionali competenti. La dichiarazione di emergenza consente al comune di adottare misure straordinarie per affrontare l’emergenza e richiedere il supporto necessario. La richiesta formale corredata della descrizione dell’emergenza in corso si presenta in Regione che a sua volta provvede ad esaminarla e dare o meno l’idoneità per dichiarare lo stato di calamità. Se la regione accoglie la richiesta del comune, può dichiarare lo stato di calamità naturale per la zona interessata. Questa dichiarazione conferisce al comune il riconoscimento ufficiale dell’emergenza e apre la strada alla mobilitazione delle risorse necessarie per affrontarla. Di conseguenza, stante l’emergenza, prima si effettua la richiesta e meglio è per la collettività.
Andiamo con ordine, ricostruendo la linea cronologica degli eventi:
Già da metà maggio la condizione del fucino, specie nei territori di Luco dei Marsi, Avezzano e Trasacco era arrivata ad una criticità non indifferente, con molte colture compromesse gravemente dalla situazione climatica. Negli articoli locali, nei tg regionali ed in ogni canale comunicativo istituzionale e non, agricoltori, commercianti e diverse associazioni di categoria avevano espresso la necessita di un intervento che partisse dagli enti del territorio.
Sfogliando le testate locali delle settimane passate vediamo che Coldiretti chiede lo stato di calamità il 18 Maggio. Il comune di Trasacco effettua la richiesta dello stato di calamità in data 19 Maggio.
Sempre sfogliando e guardando le testate locali apprendiamo che lunedì 22 Maggio in Prefettura si è svolto un incontro con sindaci dei territori interessati (Avezzano, Luco dei Marsi e Trasacco), associazioni di categoria e Regione Abruzzo.
Stante la cronaca e gli atti, spiace notare che fino alla convocazione in prefettura, l’amministrazione comunale di Luco dei Marsi pare non si sia mai ritenuta parte interessata alla vicenda.
Per questo, visto il perpetrare del silenzio istituzionale del comune di Luco dei Marsi, come gruppo consiliare Luco Nuova, il 31 maggio abbiamo espresso il nostro rammarico per la mancata richiesta dello stato di calamità da parte del comune di Luco dei Marsi.
A seguito del nostro comunicato è partita la solita e noiosissima reprimenda degli scrivani dell’amministrazione, che non affrontava lontanamente il problema da noi sollevato, trincerandosi dietro il banalissimo “stiamo facendo” o “abbiamo fatto”, ma senza dar altro riscontro in merito.
La triste sorpresa l’abbiamo però il giorno seguente: solamente in data 1 Giugno l’amministrazione comunale del comune di Luco dei Marsi fa richiesta del riconoscimento dello stato di calamità naturale.
Diverse settimane dopo dall’inizio dell’emergenza, più di 10 giorni dopo il comune di Trasacco.
Ci rattrista constatare che ci sia voluto un nostro sollecito per ricordare all’amministrazione comunale che non si governa con i servizi di messaggistica istantanea, ma si deve fare tutto il necessario per poter supportare l’economia del paese, muovendo ogni leva possibile.
Il gruppo consiliare Luco Nuova